"Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci
ma non abbiamo ancora imparato la semplice arte di vivere insieme come fratelli"
Martin Luther King

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Prendi il tablet o un piccolo tablet (smart phone) e inizi a spolverare lo schermo. Un vecchietto ti guarda e pensa che sei scemo. Passi al PC e inizi a manovrare con un centinaio di tasti e una scatoletta, gentilmente chiamata “mouse”. Ansia e frustrazione, specie con Windows. Gli schermi sono fastidiosi, affollati; per aprire l'ultima lettera di Natale devi fare una decina di operazioni e poi scopri che non è quello che cercavi. Con la TV va ancora peggio: devi usare un telecomando su un aggeggio che non sa ancora se è un mega tablet o un televisore.

Si chiama interfaccia uomo-macchina e va sempre peggio.

Quello che voglio è una macchina in grado di capire anche i sottintesi del mio dialetto greco-normanno (non è greco-normanno, ma è talmente criptico che mi piace pensarlo così).
Dovrebbe funzionare che la guardo, mugugno e lei (?) mi apre la rubrica. La selezione del contatto è in base ad un cenno con gli occhi o un gesto del viso.
Potrebbe anche parlarmi ma forse sarebbe troppo invasivo. Con i vari assistenti vocali si va in quella direzione ma è tutto sbagliato.
Manca proprio la tecnologia e le conoscenze di base su questo strano rapporto uomo-macchina.
Mi sembra di essere all'anno zero.
Voglio HAL9000.

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