"Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci
ma non abbiamo ancora imparato la semplice arte di vivere insieme come fratelli"
Martin Luther King

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I vecchi amici non sono tanti e necessariamente anziani.
Non sono numerosi perché arrivano alla spicciolata; ad un certo punto sappiamo che sono quelli e basta e non se ne possono aggiungere altri.
Non sono vecchi a meno che tu non sia vecchio perché te li ritrovi tra i piedi in età giovanile o poco oltre e sono già i tuoi vecchi amici for ever.
La frequentazione tra vecchi amici non è necessaria, specie dopo tanti anni e avventure di vita diverse. Non importa nemmeno dove siano e cosa fanno; li cerchi se li vuoi cercare, li trovi se li vuoi trovare.
Sono un panorama, un riferimento, dei templi sacri dove è custodita la testimonianza di te. Nemmeno tua moglie sa tante cose come loro, specie i tuoi veri difetti e falsi pregi.
Sono sicuro che Dante alle porte del Paradiso avrebbe voluto oltre a S.Pietro anche i nostri vecchi amici, per maggiore sicurezza.
I vecchi amici non sono uguali o simili, anzi è raro crescere e sviluppare personalità perfettamente compatibili. In realtà, spesso i vecchi amici sono molto diversi da te, e te ne rallegri perché pensi di essere meglio di loro.
Tuttavia, nei casi più fortunati si condivide anche qualcosa come la passione per il biliardo, l’abbonamento a Sky Calcio o un’associazione.

Nel nostro caso abbiamo dato vita ad una associazione di biciclette, un contenitore di entusiasmi dove ognuno ha proiettato (almeno per me è stato così) il suo tardivo giardino dell’infanzia e delle utopie.
Se anche per qualcuno di voi è stato così non vi allarmate: il bambino che è in noi è vivo e vegeto; un fatto molto positivo specie quando i vecchi amici iniziano a diventare vecchi sul serio.

Con l’associazione è nato dapprima il Parco Giochi Utopie e Stravaganze (PGUS) e dopo qualche anno il dipartimento VRSR (Vita Reale e Scelte Ragionate).
Il PGUS è stato molto divertente ma solo il VRSR ha prodotto buoni frutti. Fino ad un certo punto, però, perché imperativi Superiori hanno voluto che fosse gradualmente sostituito dal Centro per l’Autorefenzialità (CA).
A mio parere non si è trattato altro che di un ritorno ai rituali del nostro asilo privato (PGUS) ma è interessato poco, neanche quanto è apparso chiaro che la nostra strada era quella dell’irrilevanza sociale e dell’autocelebrazione compulsiva.

Ma come si fa a discutere con i vecchi amici da posizioni tanto diverse senza offenderli?
Di solito è possibile, ma va detto che tutti noi siamo iscritti al terzo e affollato dipartimento dell’associazione: Orgoglio & Presunzione (OP) che in genere produce solo parole grosse.
Da parte mia l’unica soluzione è sembrata quella di lasciar perdere e ingoiare il rospo di volta in volta servito, con la certezza di sbagliare ma con il conforto che la quota reciproca di vecchi amici sarebbe rimasta invariata.

Ora la lettera che vi dedico, cari vecchi amici, è per visualizzare i frame successivi alla fase “rospi ingoiati” con particolare attenzione all’ultimo atto: il mio abbandono dell’associazione.
Naturalmente ai miei vecchi amici non devo spiegazioni se scelgo di votare Salvini, risposarmi con la nigeriana della SS7 o rubare la pensione alle vecchiette.
Specularmente ai vecchi amici potrebbe importare molto poco se da queste biciclette passo alle motociclette, alle macchine d’epoca...o ad altre biciclette.

Tuttavia, il PGUS è in netta ripresa e ha maturato nuove scemenze con particolare evidenza nel settore “Giudizi a chi sgarra”.
In assenza di vecchi amici nell’associazione poco mi importerebbe ma la situazione è diversa e va affrontata perché un buon vecchio amico stagiona meglio se le cose le sa.

"Slealtà!" E’ il giudizio ricevuto “senza se e senza ma”.

Bravi, ma vediamo meglio.

Per ecologia mi soffermerò solo su alcuni elementi perché i dettagli preferisco siano affrontati in un confronto franco, diretto e possibilmente al di fuori del dip. Orgoglio & Presunzione (OP).
A tal proposito le note che seguiranno avranno anche uno scopo informativo-preparatorio nel caso sia ancora aperto il dip. Vita Reale e Scelte Ragionate (VRSR).

Solo ora la discussione?”, si direbbe al PGUS.

Si solo adesso perché è solo in queste ore che è nata la nostra nuova associazione di biciclette FIAB.
E non si pensi che sia stato frutto di un cronogramma ben pianificato.
Ancora in questo momento che scrivo abbiamo difficoltà, e dopo aver contato non meno di 8.157 ostacoli che ci avrebbero portato ad un sicuro nulla di fatto.
Forse al PGUS sarebbe piaciuto discutere sul nulla per l’ennesima volta ma a me no.
Preferisco discutere sulla frittata e non delle uova.

Ma non tutti i vecchi amici sono estimatori del PGUS e può essere utile la mia ricostruzione dei fatti.

Quindi, si direbbe che ho agito slealmente abbandonando lo storico gruppo, denso di vecchi amici, fondando una nuova associazione FIAB.
"Sbagliato!", ed ecco la storia.
Da qualche anno al poco frequentato VRSR si discute attivamente su come uscire dalle secche dell’irrilevanza causate dal Centro per l’Autorefenzialità (CA).
Chi ha partecipato agli eterni e strampalati consigli direttivi lo può confermare; chi non ha partecipato può richiedere i verbali. Si proprio così: è noto che tutte le associazioni redigano dei verbali, resoconti economici, policy per la privacy e altre scartoffie inutili.

Ma niente: si litiga e poi si mangia la pizza, poi un po' di salotto colto, poi di nuovo niente e poi daccapo.
Ad un certo punto, però, e dopo averle provate proprio tutte, a me e altri cospiratori ci è sembrato che si dovesse agire, pena la rassegnazione e l’apertura di un nuovo dipartimento di sicura frequentazione: il Polivalente per Anziani in Bicicletta (PAB).

Tutto nell’ombra? No.

Quando si è passati a discorsi più seri ne ho parlato al vostro Presidente in carica. Poche e timide frasi ma le intenzioni erano chiaramente espresse: “Vogliamo fare una nuova associazione consorella; qui non ci troviamo più”.

Un po' di dispiacere, qualche sfocata lamentela ma alla fine niente: nessun approfondimento nessuna richiesta di incontri, spiegazioni; niente.

Non so se il Presidente può confermare questo scambio, tuttavia, cari vecchi amici, potete fare anche a meno di tale testimonianza.
Negli ultimi cinque anni, per almeno un due-tre anni non ho fatto la tessera in apertissima contestazione; un anno mi è stata estorta in ambito tarallucci&vino e infine la tessera in corso mi è stata donata per il mio compleanno. Inutile dire che senza la gentilezza (senza ironia) di un vecchio amico anche quest’anno non avrei fatto la tessera, e il regalante lo sapeva.
In questi anni non ho frequentato riunioni, assemblee elettive, convegni o altro.
In pratica mi sono esiliato pedalando come free lance.

Un po' strano per un socio fondatore, quattro anni nel Consiglio Nazionale FIAB e assiduo attivista dell’associazione, vero?

Ma non solo, in questi anni ho fondato anche un’altra associazione, un po' diversa dal solito ma con una chiara mission anche sulle biciclette. Sono andato anche su RAI3 e non credo per volontà di segretezza. Ma ancora nessun commento o richiesta di chiarimenti, solo un paio di apprezzamenti per la buona riuscita del video.

Da tutto questo, e moltissimo altro, dovrebbe emergere una deduzione importante ai fini del conferimento di patenti di slealtà.

Mauro si sta tirando fuori, e non da ora, qualcosa succederà!

Ma ancora niente: spiegazioni, incontri, chiarimenti, approfondimenti; niente. Neanche una velata accusa, un minimo di disprezzo, un sabotaggio ai freni.

Poi arrivano le comunicazioni ufficiali e il risveglio: “Perché Mauro & C. non ci hanno avvisati?

Tutti liberi di non seguire le mie vicende personali però ora che ne sapete è necessario mettere mano alle patenti.

Non può essere definita sleale una persona che si pone fuori, da anni e platealmente, da un gruppo e alla fine procedere per conto proprio.
Se poi per vecchio amico si intende l’impossibilità deontologica di porsi in alternativa funzionale (e cooperativa) con i suoi pari, allora il concetto rientra in un ambito ermeneutico di cui non ritengo di avere gli strumenti cognitivi necessari per una adeguata comprensione anche solo di natura epistemologica. Concetto che può essere più semplicemente espresso con un “Che ca… dite!” e poco altro.

La patente dovrebbe essere ritirabile anche solo con queste note, ma l’incontro ve lo chiedo lo stesso perché è probabile che debba dare io e il mio Consiglio una patente di slealtà.

Infatti, è stata negata una identità e una storia a chi ha fondato quell’identità e costruito la sua storia.
Con il pretesto e senza senso; sopratutto in considerazione che quell’identità e storia è stata regalata ad altri. Una rete pugliese di amici in bicicletta questa era l’idea che sviluppammo all’epoca e che ora mi ritrovo a leggere sul web come lettera morta.

Ma io sono un buono e ora che mi sono sfogato mi sento meglio e sento persino di volervi bene ancora di più. Infatti, ho trascurato un’ultima caratteristica dei vecchi amici. Non sono revocabili, nemmeno a richiesta. Sono più fastidiosi dei parenti “stretti”, più assillanti di un cugino povero di terzo grado, più infestanti della gramigna ma gli puoi dire sempre la verità, anche se a volte meriterebbero solo bugie.

Cordialissimi saluti e non dimenticate l’incontro.

 

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