"Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci
ma non abbiamo ancora imparato la semplice arte di vivere insieme come fratelli"
Martin Luther King

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In politica, come nel calcio e le diete, siamo tutti esperti. Naturalmente gli esperti di autonomina rischiano di dire importanti stupidaggini ma la libertà di opinione assolve tutti.
In ambito scientifico le cose stanno diversamente perché la Terra non diventa piatta a maggioranza di votanti oppure la velocità della luce non la puoi ridurre per decreto ministeriale. La scienza non è democratica, pertanto chi vede il mondo da questa ottica ha la necessità di riformulare quello che osserva in termini di misurazione e verifica.
Diciamolo subito: è un’operazione disperata e anche un po' stupida perché se parli di politica sempre opinione è, ma che altro può fare uno che ha il ritratto di Galileo appeso sul letto.
Esperimento: prendiamo il ballottaggio elettorale della mia città (Mesagne 40.566667°, 17.8°) e proviamo a fissare una relazione tra un qualche tipo di verità (per esempio che 2+2=4 o la mela sospesa che cade invariabilmente verso il basso) e quello che accade o si afferma.
Una prima verità può essere che è meglio vivere in una città ben amministrata piuttosto che in una governata male. Giusto. Come si fa?
Una condizione necessaria è che il cartello vincente (e relativo candidato sindaco) abbia una vision, una mission e la forza per mettere in pratica.
La visione (vision) è un sogno, una rappresentazione di un desiderio spesso molto semplificato. Per esempio il celebre Bill Gates voleva un PC su ogni scrivania oppure Walt Disney desiderava far divertire le persone. Pensieri semplici ma formidabili.
La missione (mission) è come ci si mette in cammino per raggiungere tale vision. E’ la strategia, spesso di lungo periodo, per arrivare alla meta, associata ad una grande carica ispirativa per tutti i soggetti coinvolti.
L’opera è la terza fase; impiego di mezzi ed energie per trasformare la visione in realtà.
A giudicare da come va il mondo sembra che moltissimi azzardano visioni, pochi traducono in mission e pochissimi riescono nel passaggio dai programmi alla realtà.
Infatti, l’intera operazione non è banale e se così fosse anche tu avresti inventato qualcosa tipo Facebook o la Apple.
Se questo è vero arriviamo ad una seconda verità: un candidato Sindaco che vuole del bene alla propria città non può limitarsi a esprimere visioni senza avere la minima possibilità di vederle realizzate.
Per quello che ne sappiamo non possiamo escludere che tutti e cinque i candidati a Sindaco della mia città fossero in grado di formulare visioni e realizzare realtà. Ma succede che dopo il primo turno c’è chi vince e c’è chi perde, ovvero che i votanti eleggono i propri consiglieri comunali con tanto di maggioranza e minoranza.
Si arriva alla terza verità: la minoranza in consiglio comunale (a differenza della maggioranza) perde ogni capacità di mission promessa dal proprio candidato Sindaco anche se quest’ultimo risulti essere il vincitore del ballottaggio. Perchè? Presto detto. Una minoranza al governo perde per definizione vision, mission e capacità operativa perché è costretta a continue azioni di compromesso politico.
Può essere animata dalle migliori intenzioni e supportata da un ottimo Sindaco e onestissimi consiglieri ma deve cedere terreno su ogni cosa altrimenti tutti a casa.
Il compromesso è in genere poco efficiente, faticoso e nella realtà italica può sostenere abitudini di interesse giudiziario. Se poi con un compromesso perpetuo prometti di risollevare le sorti di una città complicata allora si rientra nel campo delle opinabili opinioni e 2+2 non farà mai più 4.
Invece, le azioni maturate da un visione, un programma e il reclutamento delle persone che lo metterà in pratica può essere una novità che vale la pena provare.
Uno sperimentatore non perde l’occasione di verificare una novità perché un mondo nuovo non deriva da certezze perdenti.  A Mesagne la cavia da esperimento può essere un signore con occhiali e barba perché ha la possibilità, politicamente ed elettoralmente, di perseguire l’idea che 2+2 realizzi un 4, ovvero azioni e non parole. Purtroppo altri non hanno questa possibilità e si potrebbe dire che siamo alla quarta verità. Una accettabile conclusione è che solo il candidato Sindaco Matarrelli potrà tentare di realizzare la sua vision, e non gli sarà nemmeno tanto facile considerati i tanti problemi da risolvere. E non si preoccupino i suoi avversari; il sole sorgerà anche il giorno dopo la sua possibile elezione.
Stiamo eleggendo un Sindaco mica il Re dei Maya e se in 5 anni poco avrà fatto si potrà passare a vision/mission altrui, magari proprio la vostra. Quinta verità. Buon voto!

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MauroTessera200x200 2

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