"La maggior parte delle situazioni in cui ci mettiamo
non si sarebbero mai spinte così lontano se non le avessimo aiutate"
José Saramago

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La fame nervosa è un disturbo che porta l’individuo a “sgranocchiare” cibo, generalmente poco sano, in modo continuativo durante la giornata.
In determinati momenti di stress, rabbia, tristezza, paura, mancanza di affetto, solitudine, ecc. i soggetti più emotivi reagiscono sfogando le proprie frustrazioni mangiando, sebbene ci siano altri soggetti che per gli stessi stati emotivi manifestino una riduzione dell’appetito.
Chi soffre di fame nervosa ingurgita cibo, quasi incoscientemente, con particolare predilezione per quello ad alto contenuto calorico. Uno studio, infatti, ha dimostrato che i cibi ricchi di zuccheri e grassi sembrano diminuire l’attività cerebrale nelle aree del cervello che avvertono ed elaborano stress ed emozioni negative. Sebbene possa sembrare un vantaggio, in verità non lo è affatto. Questo comportamento porta la persona a mangiare più del dovuto e spesso, subito dopo la momentanea sensazione di benessere, può subentrare il senso di colpa per aver mangiato troppo. Questo accade specialmente se il soggetto sta seguendo un regime alimentare per perdere peso. Così facendo si può innescare un circolo vizioso che porterà ad ingerire altro cibo...

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