"La maggior parte delle situazioni in cui ci mettiamo
non si sarebbero mai spinte così lontano se non le avessimo aiutate"
José Saramago

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Il marketing alimentare è una branca del marketing, ovvero una “strategia” e la pubblicità a volte può anche essere arte; l’importante è che il consumatore non venga tratto in inganno da quanto comunicato e che  sia in grado di fare una lettura critica del messaggio pubblicitario. Questo però non sempre accade, perché c’è molta abilità nel creare campagne allettanti capaci di driblare molto bene i limiti imposti dagli organi preposti a garantire la tutela dei consumatori di fronte a messaggi ingannevoli. Quando ci rechiamo al supermercato è importante essere preparati: occorre saper leggere le etichette alimentari per andare oltre alla semplice frase pubblicitaria scritta sulla confezione. La dicitura “senza olio di palma” non basta per poter giudicare un prodotto salutare; è importante essere una guida anche per i più piccoli, senza cedere alle proposte golose appositamente esposte vicino le casse; è sempre bene tenere a mente che siamo un target di riferimento per il mondo produttivo; questo però non significa che non possiamo essere consumatori consapevoli e decidere se e quando stare al gioco. “Viviamo in un mondo di contraddizioni, alimentari e non: il cibo è stato gradualmente snaturato e deprivato di sostanze nutritive eppure sugli scaffali troviamo prodotti arricchiti e rinforzati; dall’età industriale in poi la raffinazione è stato simbolo di benessere sociale ma oggi è il cibo integrale a costare di più. Il paradigma della modernità è vivere in un mondo globalizzato, di massa, cercando a tutti i costi di distinguerci e definire la nostra identità. Anche il marketing alimentare riflette queste contraddizioni e come una macchina in costante produzione, sforna prodotti adatti al singolo individuo, unico e irripetibile: prodotti per tutti i gusti, per tutte le esigenze nutrizionali, che soddisfano etiche e filosofie diverse, che colmano gap emotivi, risolvono problemi fisiologici e sociali.
La pubblicità ci rivolge messaggi sempre più personalizzati, che ci danno il “buongiorno” addirittura nel nostro dialetto, che si rivolgono proprio a me Giulia, a te Giacomo, Maria, Giuseppe. Il marketing restituisce le contraddizioni del tempo e la pubblicità valorizza al tempo stesso i ritmi incessanti dei giorni nostri decantando prodotti alimentari “amici”, necessari per soluzioni veloci e comode, che fanno guadagnare tempo e fare bella figura con gli amici. Al tempo stesso sono prodotti che ti coccolano, che ti sono vicini nei momenti di solitudine, che ti abbracciano se hai bisogno di conforto. Il cibo è per tutti, i prodotti alimentari sono per il singolo; proprio per te.”

Testo tratto dal libro del Dott.Mauro Destino, “Il carrello Pieno” per la Manni Editore.

Iomangiokonsapevole.it

 
 
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