"La maggior parte delle situazioni in cui ci mettiamo
non si sarebbero mai spinte così lontano se non le avessimo aiutate"
José Saramago

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È una domanda indubbiamente di attualità e tante persone devono essersi già risposte positivamente se è vero, com’è vero, che l’industria degli integratori dietetici vale negli Stati Uniti qualcosa come 30 miliardi di dollari l’anno. Più di un americano su due usa almeno un integratore, scelto tra i 90 mila prodotti che affollano i banconi dei negozi e, soprattutto, le pagine web che vendono online. Anche in Italia i consumi sono elevati e in aumento: un’indagine Nielsen e Eurisko dice che nel 2012 sono state vendute 131 milioni di confezioni e la tendenza è in crescita del 3% ogni anno. Indagini successive ci dicono che la prevalenza d’uso è di circa il 50%: maggiore nelle donne (56%) che negli uomini (41%). Facciamo una pausa: con il termine prevalenza si intende il rapporto tra il numero di persone che, in questo caso, ricorrono agli integratori o ai supplementi dietetici, e la “popolazione” osservata o studiata, in questo caso le persone che sono state coinvolte nell’indagine. In breve, indica la presenza di un evento a un certo punto del tempo. Per l’epidemiologia – la disciplina che studia la distribuzione e la frequenza delle malattie o degli eventi di interesse medico o sanitario, la prevalenza è una “misura di frequenza”. Per tornare al ricorso a vitamine e integratori, i dati possono variare ma, in generale, possiamo dire che un sacco di gente li assume e, nel complesso, sono all’origine di una spesa molto elevata.

Chi usa gli integratori?
Dovessimo immaginare il consumatore-tipo sarebbe una donna, di livello di istruzione medio-alto, che vive in una grande città, che pratica attività sportiva, fa uso regolare di prodotti integrali e che dichiara di essere affetta da un certo livello di stress. Il suo obiettivo principale è soprattutto quello di migliorare la propria salute, e solo secondariamente perdere peso o integrare la propria dieta. Nella popolazione maschile che ricorre ai supplementi dietetici, lo scopo principale è legato all’attività sportiva e all’esigenza di migliorare la performance. Insomma: dal punto di vista del marketing, due profili di consumatori ideali…

Dottore, ma funzionano davvero?
È una domanda alla quale non si può rispondere se non entrando anche sinteticamente nei dettagli. Il ricorso di routine all’integrazione con nutrienti non è raccomandato per la popolazione generale. L’uso di integratori può essere suggerito a persone ad alto rischio perché sofferenti di specifiche condizioni mediche, in particolari passaggi del ciclo vitale, o esposti a determinati fattori di rischio....

FNOCeO - Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri. Articolo completo

 
 
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